La Resistenza in Palestina

La collaborazione con Israele da parte dell’ANP, la guerra civile tra Hamas e ANP è stata giustamente definita dai prigionieri come una nuova Nakba.

Nel 2007 scrivevano: “Dalle nostre celle, richiamiamo i nostri fratelli e sorelle, a ricordare l’importanza dell’unità, alla luce della crescente divisione nel seno del popolo.. In applicazione di questo, noi condanniamo unanimamente, gli atti di assassinio, sequestri e l’abuso di vandalismi verbali. Queste sono le scintille che portano alla CATASTROFE (Nakba) e che dobbiamo prevenire a tutti i costi.

O nostro grande popolo, noi chiediamo ai nostri fratelli, agli eroi della lotta armata, di mantenere la purezza delle loro armi. Queste armi sono per la salvaguardia del paese e della sua gente, e devono essere, oggi più che mai, puntate contro l’occupante israeliano. E chi punta la sua arma contro il petto del suo fratello palestinese, dimentica il patto d’onore secondo il quale queste armi devono essere usate per resistere all’occupazione”.

Firmavano questo documento: Fatah: Marwan Barghouti, Hamas: Abdul Khalek el-Natche. Fplp: Ahmad Sa’adat, Jihad islamico: Bassam el-Saadi, Fronte Democratico: Mustafa Badarni

A questo documento ANP e Hamas hanno risposto con un silenzio tombale.

Fassina Stefano: la funzione storica della sinistra come forza di civilizzazione del capitalismo”.

L’articolo di Stefano Fassina sul giornale di oggi, 5 luglio, pagina 15, dice una cosa molto vera ed, a mio avviso, indiscutibile, cioè che il PD immodificabile. Le matrici culturali, sono come dice Fassina, nell’albero genealogico dal 1989. Qualcuno legittimamente potrebbe pensare che vi fossero anche prima.

L’incipit dell’articolo di Andrea Colombo, pagina 4, ci dice che nei proverbi è racchiusa una qualche saggezza popolare, ed a me fa venire in mente il detto siciliano: “Cu nasci tunnu un pò moriri quatratu”. Cosa vuol dire? Chi nasce tondo non può morire quadrato.

Quello che invece, a mio parere, è inconcepibile è quanto scrive Fassina a proposito della funzione della sinistra: “Quali sono le assi di cultura politica con le quali ricostruire la funzione storica della sinistra come forza di civilizzazione del capitalismo”.

Questa sarebbe la funzione storica della sinistra? Oddio, se legge una cosa del genere Pintor si rivolta per due settimane almeno!

Non ci siamo proprio….e qui mi torna alla mente la domanda che mesi e mesi fa proponeva la Norma Rangeri: “C’è vita a sinistra?”.

Forse sarebbe il caso che prima ci diciamo quale ruolo deve avere una forza che si definisce sinistra.

Credo, umilmente, che un aiuto ce lo offre Tommaso Di Francesco, stesso giorno, ma a pagina 3, quando alla fine del condivisibile articolo scrive: “Il fatto è …che alla miseria dei valori occidentali di libertà, fraternità ed uguaglianza compromessi nei valori di mercato, la risposta è –dovrebbe essere- la nobiltà della lotta di classe”.

Ma come scrive sempre TDF, questo è un altro discorso.

IL CILINDRO E LA BOMBETTA

Il Cilindro si ritrovò fuori dal baule per un capriccio di Georgette; erano tanti anni che se ne stava tutto solo soletto lì dentro ed in soffitta.

Non che stesse scomodo, anzi, era ben coperto da un soffice panno ed imbottito di morbida bambagia.

Comodo -certo- ma che noia, sempre a rimuginare ricordi e non aver nessuno cui, se non altro, raccontarli.

E dire che quando, tanti anni addietro, se ne stava sempre in giro nei locali notturni, sulla testa del nonno di Georgette o ben posato, da una gentile guardarobiera, nello spazio riservato a quelli suoi pari, si lamentava di non aver mai tempo per riposare e del troppo fumo che era costretto a respirare.

Ma tutto questo ora è passato, ha finalmente conosciuto un’adorabile Bombetta!

Già, la Bombetta!

Lei non è stata costretta in un baule, anche se lo stesso non si può affermare che vivesse una vita movimentata: lei era sempre chiusa in casa, appesa ad un attaccapanni.

A volte si trovava sulla testa di Paulette, per gioco, ma sempre in casa, senza nessuna possibilità di conoscere altri.

Poi, un giorno, l’incontro ci fu.

 

Era Carnevale e Georgette era triste; triste senza voglia di stare in casa.

Paulette era sola ed annoiata, la casa le stava stretta.

Georgette sprofondata nella poltrona si alzò di scatto e corse in soffitta a prendere il Cilindro, lo mise in testa ed usci in strada.

Nel frattempo Paulette, quasi strozzata dalle mura della sua casa, con le ultime forze arraffò la Bombetta e si tuffò all’aperto.

Come per magia la tristezza e la noia scomparvero; saltellando e giocando per tutto il giorno diedero libero sfogo ai loro piedi senza badare dove questi le portassero.

A guidarli sembrava fossero i cappelli!

…E fu così che si incontrarono!

Le presentazioni le fecero i cappelli, le due ragazze si presero per mano e ballarono e ancora ballarono, allegre e felici per aver scacciato la noia che prima le tormentava.

Come per ringraziarsi l’un l’altra si avvicinarono per baciarsi, ma fecero molto di più, anche i due cappelli avvicinandosi si baciarono, ed in quel momento la notte si riempì di stelle: Erano innamorate.