L’articolo di Stefano Fassina sul giornale di oggi, 5 luglio, pagina 15, dice una cosa molto vera ed, a mio avviso, indiscutibile, cioè che il PD immodificabile. Le matrici culturali, sono come dice Fassina, nell’albero genealogico dal 1989. Qualcuno legittimamente potrebbe pensare che vi fossero anche prima.

L’incipit dell’articolo di Andrea Colombo, pagina 4, ci dice che nei proverbi è racchiusa una qualche saggezza popolare, ed a me fa venire in mente il detto siciliano: “Cu nasci tunnu un pò moriri quatratu”. Cosa vuol dire? Chi nasce tondo non può morire quadrato.

Quello che invece, a mio parere, è inconcepibile è quanto scrive Fassina a proposito della funzione della sinistra: “Quali sono le assi di cultura politica con le quali ricostruire la funzione storica della sinistra come forza di civilizzazione del capitalismo”.

Questa sarebbe la funzione storica della sinistra? Oddio, se legge una cosa del genere Pintor si rivolta per due settimane almeno!

Non ci siamo proprio….e qui mi torna alla mente la domanda che mesi e mesi fa proponeva la Norma Rangeri: “C’è vita a sinistra?”.

Forse sarebbe il caso che prima ci diciamo quale ruolo deve avere una forza che si definisce sinistra.

Credo, umilmente, che un aiuto ce lo offre Tommaso Di Francesco, stesso giorno, ma a pagina 3, quando alla fine del condivisibile articolo scrive: “Il fatto è …che alla miseria dei valori occidentali di libertà, fraternità ed uguaglianza compromessi nei valori di mercato, la risposta è –dovrebbe essere- la nobiltà della lotta di classe”.

Ma come scrive sempre TDF, questo è un altro discorso.

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