In Italia vi sono state spesso grandi mobilitazioni che non hanno lasciato alcuna traccia. Ad esempio, la manifestazione organizzata a Roma dalla Cgil nel 2014. In quell’occasione, il segretario generale della Fiom Maurizio Landini si espresse in questo modo: “La manifestazione della Cgil è bella, enorme e dimostra che sulle questioni sociali, economiche e del lavoro il governo non ha il consenso del Paese e delle persone che per vivere devono lavorare o stanno cercando di lavorare. Il governo deve fare i conti con questo”. Il governo non aveva il consenso, secondo Landini, ma le questioni sociali, economiche e del lavoro le ha portate avanti contro i diritti e il benessere dei lavoratori, e tutti zitti e buoni.

Possiamo ricordare le recenti manifestazioni contro il femminicidio: stesso risultato, nulla cambia.

Non entriamo nel merito della validità dei contenuti di queste mobilitazioni, ma non si può negare la mancanza di progettualita’ e la strumentalizzazione da parte di chi le ha organizzate. Queste manifestazioni sono servite come “specchietto per le allodole”, per far sgonfiare l’ondata di giusta e sacrosanta indignazione, sia che si trattasse della violenza sulle donne sia di quella dei padroni sui lavoratori.

La giornata del 20 maggio 2017, organizzata a Milano da Pierluigi Majorino, dal sindaco Beppe Sala, da Radio Popolare, sostenuta da centinaia di associazioni, nonché strombazzata da giornali e vari media (solitamente molto meno generosi verso altre iniziative e ingiustizie) avrà lo stesso esito.

Anche questa mobilitazione non lascerà traccia, nemmeno nella coscienza degli stessi partecipanti, sia perché volutamente senza alcuna prospettiva sia perché fin dal programma é  stata nascosta ogni verità.

Quello che loro chiamano impunemente “fenomeno migranti” ha dei responsabili: tra questi vi sono anche il Partito Democratico, di cui Majorino e Fiano sono noti esponenti, e Radio Popolare.

Sull’accoglienza, quale credibilità può avere chi ha appoggiato le aggressioni alla Libia, alla Siria e ai paesi arabi secondo un progetto di disgregazione di questi paesi voluto e sostenuto da Israele? Quale credibilità possono avere questi signori che, negli ultimi anni, hanno fatto lievitare il commercio di armi del 18%? Quale credibilità possono avere questi silenti complici della repressione e dei crimini commessi nei paesi arabi da loro sostenuti?

Aggiungiamo, inoltre, che le “migliaia” di cooperative e associazioni che “lavorano” coi migranti hanno un palese conflitto d’interessi perché lucrano abbondantemente su questo fenomeno: per loro la solidarietà è un lavoro con cui sostenere le proprie strutture.

Non abbiamo mai visto queste realtà protestare contro le guerre, la vendita di armi, l’aumento delle spese militari, ma solo in questo caso per il chiaro obiettivo di difendere i propri interessi. Come Collettivo Lotta Continua, lo abbiamo scritto e lo ripetiamo: la vera solidarietà è impedire che queste persone non siano costrette a emigrare per le guerre che l’Occidente porta nei loro paesi o per le rapine delle loro risorse, complici i loro dirigenti nazionali.

Comunque, indubbiamente, il 20 maggio la favola dell’accoglienza c’è stata ed è durata oltre due ore. Il finale, quello classico: e vissero felici e contenti.

Rileggiamola assieme.

Cronaca dal paese degli incanti ovvero PierAlice, detto Majorino, nel paese delle meraviglie.

A Milano, in una calda giornata di primavera, abbiamo assistito allo svolgersi di una fiaba in cui gli attori hanno dato tante risposte, ma non si sono fatti nessuna domanda.

Una delle più grandi manifestazioni degli ultimi anni, più o meno è vero. Chilometri di storie diverse, unite dallo stesso sentimento: molti confusi, molti per niente sinceri.

Emma Bonino ha guardato avanti: “Milano oggi esprime quello che sarà il futuro del paese, piaccia o non piaccia”. Ha ragione la Bonino… la vendita di armi, le aggressioni, le rapine nei confronti dei paesi arabi e africani continueranno, nonostante il 20 maggio milanese. E lei, che ha sostenuto ogni guerra di aggressione ne sa qualcosa.

Anche il presidente del Senato Pietro Grasso ha voluto dire la sua: “chi nasce e studia qui è italiano”, se lo dice la seconda carica dello Stato, ma chi lo spiega al Presidente del Senato Pietro Grasso?

Infine, l’inspiegabile Luca Fazzo sul “giornale comunista” Il Manifesto scrive che Pierfrancesco  Majorino ci ha creduto fin dall’inizio. Vero, i bambini alle fiabe credono, a volte fan finta di crederci, forse per sfuggire alla loro realtà. Gli adulti alle fiabe non credono, ma le raccontano. I Majorino, i Fiano sono abili in questo, certo, supportati dai media nazionali, tra cui il giornale di Luca Fazzo.

Tutti straordinariamente concordi che 100mila hanno detto no. A cosa non si sa… Alle guerre? Alle rapine colonialiste? Al PD?

 

Nota di colore: i City Angels, mercenari al soldo di Emanuele Fiano e del PD. Da Il Manifesto: “Chi con la guardia del corpo e chi un po’ meno al sicuro protetto da una gabbietta comica costruita dai City Angels per attutire le contestazioni”.

Domenica 21 maggio, ahi loro, è già ora di rimettere i piedi per terra: il 20 sono sbarcati 358 migranti a Trapani, 560 a Vibo Marina e 734 ad Augusta.

Le risposte le hanno date, ma prima avrebbero dovuto esserci le domande, cui non hanno risposto e che hanno cercato di nascondere: da dove arrivano i nostri “ospiti”? Perché scappano dai loro affetti e dalle loro terre? Qual è l’accoglienza che gli riserviamo?

La maggioranza, assolutamente silenziosa, su questo non ha detto nulla. Le guerre, le rapine che le aziende italiane compiono nei paesi da cui sfuggono i nostri “ospiti” non vanno nominate.

Infine bisognerebbe aprire, prima o poi, un altro capitolo, quello del conflitto d’interessi, cui abbiamo accennato, di chi si arricchisce sulla pelle dei migranti, ma questo non rientra nelle fiabe raccontate da PierAlice nel paese delle meraviglie, da Radio Popolare e da Il Manifesto. Questo fa solo parte della realtà in cui noi, proletari, lavoratori, migranti, siamo costretti a vivere.

Qualsiasi cosa ne pensiamo.

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