L’anno 2016 si va a chiudere ed una frenesia di ricordi affollano il cuore più che la memoria.

Il 2016, in Palestina, si è caratterizzato per la lotta dei prigionieri contro la Detenzione Amministrativa, per la rinnovata collaborazione dell’ANP con l’occupazione, per la continua divisione tra ANP e Hamas.

Cosa è la detenzione amministrativa

Adottata dalle autorità sioniste contro la popolazione palestinese, non è una pratica di recente acquisizione. In uso sia nei territori occupati sotto giurisdizione sionista che in quelli della Cisgiordania e Gaza, poggia le proprie fondamenta sull’articolo 111 della legge sullo Stato di Emergenza del Mandato Britannico emanata nel settembre del 1945.

Le autorità sioniste iniziarono ad adottare in modo sistematico questa pratica con l’occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza nel 1967.

Consideriamo che l’attuale situazione in Palestina non è rosea a causa certo dell’occupazione che dura da oltre 70 anni, ma oggi soprattutto per la collaborazione tra ANP ed Israele.

Più volte l’Autorità Palestinese hanno annunciato di sospendere tutte le operazioni per la sicurezza coordinate con Israele.

Il giornalista palestinese Khaled Abu Toameh ha calcolato, tramite Twitter, che Abbas ha rivolto questa minaccia 58 volte.

Tutto ebbe inizio nel 2006, a seguito delle elezioni vinte da Hamas. Il periodo marzo/dicembre 2006 fu segnato da numerose aggressioni e scontri che portarono all’uccisione di leader di Hamas e Fatah.

Furono più di 600 i palestinesi rimasti uccisi nei combattimenti fra il gennaio 2006 e il maggio 2007.

Triste, solitario y  final non perché pensiamo che la realtà in Palestina nel 2016 sia una situazione senza alcuna prospettiva, anzi…,

Il popolo palestinese resiste da oltre 70 anni, resiste nonostante i molti tradimenti dei paesi arabi, nonostante i paesi occidentali siano sempre e comunque schierati con i sionisti.

Il popolo palestinese è sopravvissuto ad innumerevoli aggressioni e massacri di inaudita ferocia, dalla Nakba a Tel al-Zaatar, da Sabra e Chatila a Piombo Fuso, continuamente fino al 2016, ma ha sempre trovato in se forza e dignità per rialzarsi e proseguire la resistenza all’occupazione.

Noi crediamo che le contraddizioni esistenti da molti anni saranno superate.

Noi crediamo che le forze vive, sinceramente rivoluzionarie sapranno sconfiggere l’ideologia borghese reazionaria, che vive nel movimento di liberazione palestinese.

Con questa certezza, che non è solo un augurio, andiamo verso il 2017.

Con la Palestina nel cuore.

Francesco Giordano

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